ROVINA A CHI? LE ROVINE DI TORINO. PER I TORINESI.

Cosa pensano i Torinesi della propria città? Quali sono gli edifici o i luoghi che identificano come vere “rovine urbane”? Quali, per loro, gli esempi di riutilizzo intelligente di strutture già esistenti? Quali i simboli maggiormente riconoscibili del design torinese? In definitiva, quanto piace Torino ai Torinesi e quanto desiderio hanno di partecipare attivamente al suo sviluppo?

TURN, la design community di Torino, in collaborazione con KKIENN, società di ricerca e consulenza, ha realizzato l’indagine “Rovina a chi?” elaborando una mappa sulla nozione e percezione delle rovine contemporanee di Torino.

I risultati sono stati presentati in anteprima, in collaborazione con Torino Nuova Economia TNE, nell’ambito del Festival “Architettura in città 2015”, all’interno dello Spazio MRF di C.so Luigi Settembrini 164.

Frutto di oltre 1 anno di indagine, 24.000 contatti in 10 circoscrizioni, 40 videointerviste ad esperti e Torinesi illustri, il lavoro realizzato da TURN porterà all’elaborazione di una “carta degli interventi e delle opere di recupero” che i cittadini auspicano veder realizzate.

I dati raccolti raccontano che il 26,6% degli intervistati identifica come “rovina urbana” l’area Ex-MOI, seguono il Palazzo del Lavoro con il 25,3% ed il Grattacielo Intesa Sanpaolo con il 17,5%. Al quarto e quinto posto si classificano, rispettivamente, il Palazzaccio (12,2%) e lo Stadio Filadelfia (6,6%).

Rovina a chi?

Rovina a chi?

Quando è stato chiesto loro di indicare un esempio, in Torino, di riutilizzo positivo di architettura urbana abbandonata, il 19,8% degli intervistati ha risposto OGR, l’11,2% il Parco Dora, l’8,8% il Lingotto, il 2% i Docks Dora, il 2% gli ex bagni pubblici di Via Morgari, oggi Casa del Quartiere.

Rovina a chi?

Rovina a chi?

Sono, invece, considerati rappresentativi del design torinese: la Mole Antonelliana (40,0% dei voti), Palazzo Madama (8,6%), il Lingotto (4,4%), Palazzo Reale (3,8%) e Palazzo Carignano (3,7%).

Rovina a chi?

Rovina a chi?

Le interviste, in forma anonima, sono state realizzate per il 45% attraverso i social network, per il 35% via mail e per il 20% a Paratissima ed al Festival dell’Architettura 2014. Alle domande conoscitive «Quanto le piace Torino?» e «Quanto conosce Torino?» rispettivamente l’85,5% ed il 56,3% degli intervistati ha risposto: «Molto o moltissimo». La percezione, dunque, è quella di una città sempre più amata dai propri abitanti, i quali hanno a cuore tanto il suo sviluppo quanto la sua identità.

Il Presidente TURN, Gianluca Macchi ha concluso: «In qualità di designer e architetti, oltre che di Torinesi, ci sentiamo coinvolti in prima persona nelle trasformazioni della città. Torino è sempre più attraente e non solo per i suoi abitanti, come dimostra ad esempio la recente classifica di Lonely Planet, che nell’assegnare il 6° posto al Piemonte tra le mete europee del 2015, cita espressamente Torino; senza dimenticare, già nel 2012, il 3° posto di Torino nella Top 10 europea ed il 10° in quella mondiale del Travelers’ Choice Destinations on the Rise di Tripadvisor. Dunque ci siamo domandati: a fronte di un crescente consenso internazionale, cosa pensano di Torino coloro che la abitano ogni giorno? I risultati hanno evidenziato come il concetto di “rovina” spesso non coincida con “vecchio e abbandonato”, anzi… Mentre l’adesione entusiasta degli intervistati dimostra che i Torinesi vogliono partecipare allo sviluppo della città ed è per questo che, sulla base dei risultati di “Rovina a chi?”, stiamo elaborando una “carta degli interventi e delle opere di recupero” che sottoporremo alle Istituzioni».


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