IL ROBOT SCRIVE… E L’UOMO LEGGE?

Come sembrano lontani gli anni del Commodore 64 e dei floppy disk da 5 pollici e 1/4… La tecnologia imperversa nel mondo dei media e ha già cambiato notevolmente il giornalismo. Basti pensare a Twitter o ai canali video online. Il real time, la scrittura in spazi sempre più ristretti, la multimedialità: da tempo ormai un articolo non è più solo scrittura con una foto a corredo, bensì un insieme di testo, immagini, video e audio che completa l’informazione da ogni punto di vista. Leggo l’articolo e cerco la foto. Clicco sulla foto e mi segnala il video. Trovo il video a alzo l’audio… Detto così sempre bellissimo…

Eppure l’impatto delle innovazioni non sempre rappresenta una bella notizia per chi, di mestiere, scrive notizie. E quindi nemmeno per chi le legge con l’obiettivo di tenersi informato, di confrontarsi con spunti che facciano riflettere, di scovare il nuovo Buzzati dietro quella giovane firma.

L’algoritmo Quakebot è capace di scrivere e pubblicare articoli, rilevando i fatti avvenuti. Come è avvenuto per altri lavori, le macchine sono pronte a prendere il posto dell’uomo. E il robot di prendere il posto del giornalista. Non è fantascienza.

Giuseppe Granieri, su ‘La Stampa’, racconta che esiste ed è stato già sperimentato.


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