LE PRIMARIE DEL PD AI TEMPI DI TWITTER

Da mesi tengono banco su Twitter le Primarie del Partito Democratico. Una partita a tre tra Pierluigi Bersani, Matteo Renzi e Nichi Vendola senza esclusione di colpi. Un articolo di qualche settimana fa di Giovanni Scrofani descrive la comunicazione digitale dei tre princiapli candidati alla leadership del partito democratico.

I tre principali candidati Matteo Renzi (@matteorenzi), Pierluigi Bersani (@PBersani) e Nichi Vendola (@NichiVendola) se le danno di santa ragione quasi nella versione digitalizzata di uno sport estremo stile Rollerball… Della premiata serie chi rimane in piedi all’ultimo round vince. Ma cerchiamo di esaminare esattamente cosa sta accadendo…

La comunicazione su Twitter di Matteo Renzi

Fondamentalmente Renzi dialoga con pochi soggetti selezionati: Pierluigi Bersani e Nichi Vendola e Jovanotti… Nonostante subisca quotidianamente parecchie provocazioni tira dritto, senza peraltro rispondere neppure ai sostenitori. Le foto postate da Renzi via Twitter sembrano quelle di una rockstar, sospese tra foto di adunate oceaniche (quanto piace ai leader italiani il rapporto leader/massa) e quelle del backstage del proprio camper (mancano solo roadie e groupie e il quadretto è perfetto). Quando poi arriva a presentare la propria squadra di tre giovani donne, sceglie una foto che trasmette un effetto molto alla Sex & the City.

La sensazione finale è un po’ quella della Twitstar che parla solo coi propri pari e che pare divertirsi un casino. Tuttavia va notato un efficace utilizzo dell’hashtag #Adesso adottato da Renzi e dal suo staff. Sotto questa etichetta vengono presentati gli eventi, gli articoli, le punzecchiature agli avversari e le risorse informatiche messe a disposizione dei sostenitori. A latere è stato anche aperto un account @AdessoPartecipo che dialoga attivamente con la base del PD, sforzandosi di rispondere garbatamente ai detrattori. Un buon esperimento.

La comunicazione su Twitter di Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani è un fulgido esempio di Simulacro Digitale. Non si cura neppure di fornire un barlume di verosimiglianza. Pubblica imperterrito i propri tweet come micro comunicati stampa in 140 caratteri. Anche quelle che apparentemente sembrano sperimentazioni linguistiche altro non sono che la pedissequa riproposizione del parlato di Bersani. Le stilettate verso gli avversari sono sempre lanciate senza neppure nominarli: della serie devo occuparmi di cose serie, sono un uomo concreto.

L’utilizzo delle foto presenta le solite adunate oceaniche, ma è molto più concentrato sul corpo del leader, ritratto ieratico in ogni posa possibile, ivi inclusa l’immagine da socialismo reale stile Caro Leader con in braccio piccola Pioniera della Rivoluzione… Molto intelligente invece l’utilizzo dell’immagine della sua infanzia, che con un effetto “Amarcord” riesce anche a parlare del ruolo avuto dal vecchio PCI e dalle sue successive incarnazioni nella creazione di una classe dirigente basata sul merito.

L’utilizzo degli hashtag invece è legato alle contingenze del giorno, un po’ inseguendo i temi di tendenza o gli eventi in programmazione con esiti più o meno performanti. E’ un po’ sconcertante invece l’utilizzo degli account @pdnetwork (l’organo ufficiale del PD su Twitter) e @YouDem (la TV ufficiale del PD), ridotti a organo di propaganda pro-Bersani. Sarebbe stato più elegante aprire un account proprio considerate le divisioni interne col “Rottamatore”.

La comunicazione su Twitter di Nichi Vendola

La comunicazione di Nichi Vendola è assai simile a quella di Pierluigi Bersani: piccoli slogan e comunicati stampa in 140 caratteri in cui i soli account menzionati sono quelli di propri compagni di partito e collaboratori.

Nelle foto si fa anche qui ampio ricorso alle immagini di oceaniche masse di sostenitori adoranti. Tuttavia va evidenziato come Nichi Vendola si sta spingendo sempre più verso l’utilizzo del meme (i tormentoni digitali). Da un lato ha modificato il proprio avatar rendendolo un’immagine virale, dall’altro ha lanciato l’hashtag #oppureVendola e il relativo meme, per consentire alla base dei sostenitori di creare contenuti dal basso… Diciamo che per ora a parte Vendola e il suo staff ha scatenato soltanto l’allegra congrega di Burloni Cinguettanti che imperversa sui temi di tendenza.

Personalmente, essendo un appassionato della Cultura dei Meme, per ora il risultato mi lascia poco soddisfatto. Però va certamente lodato l’esperimento.

Piazzamenti digitali

Ma alla fine della fiera di chi è la comunicazione più performante?

A consultare sommariamente i dati pare essere quella di Matteo Renzi. Considerati tutti i commenti negativi che leggo su twitter quotidianamente su Twitter mi sembra incredibile, ma si sa che in Italia il lurker è l’elettore medio. In pratica mentre Pierluigi Bersani e Nichi Vendola crescono al consueto ritmo di 200/300 follower al giorno Matteo Renzi cresce al ritmo di 800/1000 follower giornalieri, sembra essere quello che ha maggiormente beneficiato dell’effetto Primarie.

Se poi analizziamo i follower dei tre candidati con l’ottimo Faker esce un dato ancor più sorprendente… In pratica Matteo Renzi nell’ultimo mese e mezzo non solo ha superato in termini assoluti Pierluigi Bersani, ma ha anche sorpassato Nichi Vendola sul piano dell’utenza attiva. Insomma, almeno su Twitter, il modello della Twitstar supera quello del Simulacro Digitale e del Meme.

Adesso è da vedere come si trasformeranno in voti.

Articolo tratto da: Data Manager Online


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